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giugno 2014

150 anni fa in Sassonia nasceva il freeclimbing

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Yosemite? Arco? Finale Ligure? Verdon? No, Bad Schandau, Svizzera Sassone. Sì, l’arrampicata sportiva è nata proprio nel cuore di questa regione della Sassonia e ben 150 anni fa. Era il 6 marzo del 1864 quando alcuni ‘local’ riuscirono a superare gli 80 metri di roccia del Falkenstein. August Herring, Ernst Fischer, Johannes Waehnert e Heinrich Frenzel iniziarono i tentativi di raggiungere la vetta del Falkenstein qualche mese prima, il 31 gennaio del 1864 e la loro impresa fu seguita da un’altra ancora più importante dieci anni dopo. Si può dire infatti che a partire dal 1874 in Sassonia ha cominciato a farsi strada la tecnica del free climbing, vale a dire l’arrampicata senza aiuti artificiali ma nella quale corde e chiodi vengono utilizzati solo per la sicurezza. Il termine è stato utilizzato per la prima volta in una guida sull’arrampicata in Sassonia nel 1913 ma si può dire che la salita del Turnerweg del 1874, oggi classificato come III° grado, corrispondesse a questi criteri. Nel 1874 Otto Ewald Ufer e Hermann Johannes Frick salirono la roccia Mönch nei pressi di Rathen per la prima volta senza aiuti artificiali. Nel 1879 a Schandau è nata il primo club di arrampicatori, seguito nel 1895 dall’associazione Falkensteiner e nel 1896 dalla Wanderlust di Dresda e da altre fino alla nascita nel 1911 dell’Associazione Arrampicatori Sassoni. Dalla Sassonia arrivava questa forma di arrampicata molto esigente e sostenibile per le montagne negli USA e da lì ritornava in Europa e nel resto del mondo come “Freeclimbing”

Le possibilità per i principianti di imparare questa tecnica sembrano innumerevoli. Solo in Sassonia ci sono oggi oltre di 21000 vie, 148 presso il Falkenstein.

Un’altra pagina fondamentale nella storia dell’arrampicata libera è stata scritta nella primavera del 1976 quando su questa roccia di arenaria della Svizzera Sassone si incontrarono il free climber Henry Barber e il tedesco dell’Est Bernd Arnold. Nell’allora Germania dell’Est si arrampicava in libera e ad altissimi livelli da decenni e il migliore era proprio Bernd Arnold. L’arrampicata in Sassonia, complice il muro di Berlino, aveva intrapreso strade ben diverse da quelle occidentali: niente magnesite, niente chiodi, niente uso dei nuts. Dove possibile, si arrampicava a piedi nudi. Come raccontò lo stesso Barber, in quelle arrampicate, assolutamente diverse da qualsiasi altra parte del globo, si era raggiunto già da anni il grado 7a… Per festeggiare i 150 anni dell’arrampicata sportiva, il 6 marzo si è svolta una rievocazione della prima scalata del Falkenstein e diverse mostre, a Bad Schandau e a Neustadt, ripercorrono la storia degli scalatori sassoni. Da vedere fino alla fine dell’anno nel museo della città di Bad Schandau.

Credit photo: Chiara Panzeri

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