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aprile 2013

Chemnitz, tra arte e modernità

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Se solo potesse parlare, il Genius Loci di Chemnitz ne avrebbe molte da raccontare: 800 anni di storia, di scambi commerciali e di intensa trasformazione del tessuto cittadino.

Situata nella Sassonia meridionale, tra i Monti Metalliferi ed il confine con la Repubblica Ceca, Chemnitz merita a pieno titolo l’appellativo di “città della modernità” – o meglio del modernismo.

Questo ne ha segnato lo sviluppo, non solo a livello architettonico, economico e scentifico, ma anche artistico: nelle collezioni d’arte di Chemnitz il Modernismo infatti la fa da padrone.

Queste si dividono principalmente in 4 musei – e raccomandiamo di prestare attenzione non solo alle opere in essi contenute, ma anche agli edifici in sè: il Kunstsammlungen Chemnitz, lo Schlossberg Museum (situato in un ex monastero benedettino del 1136), il museo Gunzenhauser ed il Van de Velde.

Il museo Gunzenhauser

Fra i quattro musei più importanti della città, il Gunzenhauser – che deve il nome al mecenate e gallerista monacense Alfred Gunzenhauser – inaugurato nel 2007, è senz’altro il più recente.  Quasi 2500 opere di 270 artisti lo rendono la mecca dell´espressionismo tedesco. Esso annovera infatti ben 290 opere di Otto Dix (rendendola di fatto una delle più grandi collezioni di Dix in assoluto), ma trovano spazio anche numerosi capolavori del gruppo Die Brücke e dell’artista Max Beckmann.

L’edificio che ospita il museo merita una certa attenzione. Costruito tra il 1928 ed il 1930, era originariamente la sede della Cassa di Risparmio di Chemnitz. Si tratta di uno dei migliori esemplari di stile neo-oggettivo. In contrapposizione ai classici stilemi dell’espressionismo architettonico, che poneva l’accento sulla totale libertà espressiva dell´architetto, la Nuova Oggettività predicava un ritorno al criterio di funzionalità, invocando quest’ultima quale elemento costituivo della bellezza di un edificio – ed è uno dei primi grattacieli di Chemnitz, recentemente ristrutturato in vista della sua nuova destinazione.

Il museo Henry van de Velde

Progettata nel 1913 da Henry van de Velde, architetto e scultore belga per il commerciante Herbert Esche, Villa Esche è oggi la sede del museo Van de Velde. Nel museo si trovano numerosi capolavori delle collezioni d’arte di Chemnitz, ma ospita anche numerosi oggetti e mobili appartenuti all’artista belga e mostra stanze  da questi allestite. Nel 2013 ricorre inoltre il 150esimo anniversario della nascita di Henry van de Velde: un’eccellente occasione per visitarne il museo!

Kaßberg, affascinante quartiere di Chemnitz che presenta una spettacolare concentrazione di edifici Art Déco – e Villa Esche non fa eccezione.

Chemnitz oggi

Nonostante il modernismo sia decisamente stato il periodo d’oro, la città non riposa affatto sugli allori delle vecchie glorie.  Tra le piú recenti chicche ricordiamo la prima mondiale dei dipinti di Bob Dylan – una sorta di diario espressivo del suo tour dall’89 al  92 – e questo è solo uno dei numerosi esempi che possiamo proporvi.

Il modo migliore per scoprire la vitalità che si respira a Chemnitz è interrogare voi stessi il il genius loci, che vi aspetta tra le strade in fermento della città.

 

Per ulteriori informazioni:

Chemnitz: http://www.sassoniaturismo.it/it/citta/chemnitz.html

Villa Esche e Henry Van de Velde: http://www.vandevelde2013.de/index.php?id=5&L=1

 

Credit photo: Kunstsammlungen Chemnitz; Punctum/Bertram Kober

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