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maggio 2014

Da ex grande magazzino a museo

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Il 16 maggio apre il più grande e tecnologico museo di archeologia della Sassonia nell’ex grande magazzino “Schocken” dell’architetto Erich Mendelsohn, un’importante opera di recupero che valorizza la cultura industriale di un tempo e proietta Chemnitz verso il futuro. Da grande magazzino degli anni ’30 a museo statale di archeologia della Sassonia: il recupero è presto fatto se si tratta di un’icona architettonica del modernismo di fama mondiale e un’opera di Erich Mendelsohn, architetto tedesco esponente della corrente espressionista, conosciuto per i suoi edifici curvilinei come la famosa “Torre Einstein” di Potsdam. L’ex grande magazzino “Schocken” aperto nel 1930 dai fratelli ebrei Schocke si trova nel centro della città di Chemnitz, a soli 5 minuti dalla stazione centrale, dal municipio o dalle collezioni d’arte. Il museo è un ulteriore gioiello che va a sommarsi al tesoro culturale della Sassonia, e rende Chemnitz,  la città del modernismo, ancora più attraente. Disposto su tre piani, con oltre 6.000 oggetti esposti e grande circa 3000 mq, il museo fa luce sulla storia della Sassonia, dall’era Paleolitica all’inizio dell’industrializzazione. Inoltre, all’apertura della mostra e disposto in verticale lungo tutti e tre i piani espositivi c’è il “Sassonia Table” che rappresenta il paesaggio tridimensionale del land della Sassonia e mostra i cambiamenti geologici avvenuti nel corso del tempo.
Al quarto piano uno spazio interessante viene adibito alle mostre speciali sui temi inerenti all’archeologia e alle scoperte archeologiche attuali. In esposizione permanente anche il passato storico dell’edificio, con le storie, intrecciate all’ebraismo, dei suoi protagonisti: i fratelli imprenditori Schocke  e l’architetto Mendelsohn, tutti di origine ebraica. Al piano terra, invece, è stata adibita una sala ristorante e un esclusivo negozio, aperti non solo ai visitatori del museo.

Credit photo:  Smac

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Categorie:Arte
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