12

dicembre 2017

Con il FAI a Dresda – Arte, musei e palazzi

autore:

Quando ho saputo che, nel Ponte dell’Immacolata, l’agenzia di viaggi Acentro Turismo organizzava per gli iscritti al FAI (Fondo Ambiente Italiano) un viaggio culturale in Sassonia con visita al capoluogo Dresda e alla deliziosa cittadina di Meissen, non ho resistito. La mia passione per  l’arte ha cominciato a bussare incontenibile, famelica di opere d’arte mitiche e assoluti capolavori della storia dell’arte europea.  Lo splendore di una delle corti del settecento più brillanti d’Europa e opere celebri come la “Venere dormiente” di Giorgione, il “San Sebastiano” di Antonello da Messina o la “Madonna Sistina” di Raffaello mi stavano aspettando!  

La prima tappa del nostro tour è stata Meißen, squisito preludio agli splendori sassoni, con il magnifico castello di Albrechtsburg in posizione dominante sulla Valle dell’Elba, la caratteristica Markplatz (la piazza del mercato) e la manifattura dell’oro bianco Porzellanmanufaktur Meißen, fondata all’inizio del XVIII secolo, famosa per le porcellane esportate in tutto il mondo contrassegnate dal marchio delle spade blu incrociate.

Decorazione della porcellana

 

Dresda l’abbiamo raggiunta in serata. Il centro storico al crepuscolo con i suoi magnifici edifici adagiati sulle rive dell’Elba (il grande Teatro dell’Opera Semperoper, la chiesa di Hofkirche, la solenne Residenzschloss, e la “risorta” cupola della Frauenkircke) ci ha dato un memorabile benvenuto. Il maestoso HOTEL Kempinski 5 stelle ci aspettava, ma eravamo desiderosi di respirare l’autentica atmosfera natalizia sassone. Quindi ci siamo ritrovati nel cuore di uno dei più storici mercatini di Natale d’Europa, lo Striezelmarkt, nella Altmarkt Platz, in un tripudio magico di luci, suoni, sapori e profumi natalizi. Qualcuno aveva voglia di pattinare sul ghiaccio ma c’era la pista nel cortile dell’HOTEL Kempinski ad aspettarci: un bicchiere di vin brulè, un giro tra le bancarelle di artigianato e poi di ritorno in hotel. 

Striezelmarkt Dresda

La sera, su richiesta, c’era la possibilità di assistere ad un concerto alla Frauenkirche (Chiesa di Nostra Signora). Si tratta della più antica chiesa di Dresda, fondata nel IX secolo e ricostruita in magnifiche forme barocche nel Settecento, quando divenne, con la sua alta cupola, il simbolo della città, oltre che uno tra i massimi esempi di architettura sacra protestante. Distrutta, come è noto, nel 1945 dai bombardamenti della Seconda
Guerra mondiale e lasciata per anni in rovina, fu prima, testimonianza eclatante della distruzione della città, e dopo, simbolo della sua ricostruzione. In questo scenario emozionante abbiamo potuto ascoltare le note dell’organo, ricreato sul modello originario Silbermann, inaugurato il primo dicembre 1736 da Johann Sebastian Bach.

Frauenkirche

 

Il giorno seguente lo  abbiamo dedicato alle collezioni d’arte raccolte negli scenografici spazi dello Zwinger: le celebri ceramiche cinesi, i mitici vasi dei Dragoni, le preziose porcellane di Meissen. Nel pomeriggio abbiamo  visitato la Gemäldegalerie Alte Meister, fra le più importanti gallerie di pittura classica del mondo, ospitata nel celebre edificio costruito da Gottfried Semper, protagonista della rinascita della città ottocentesca. Al suo interno  la collezione di dipinti italiani comprende, accanto alla celeberrima Madonna Sistina di Raffaello, sommi capolavori anche provenienti dall’antica collezione degli Estensi venduta nel 1746 ai principi di Sassonia: opere di Antonello da Messina, Giorgione, Tiziano, Correggio, Carracci e Reni. Un’intera galleria è inoltre riservata al Bellotto. Non siamo riusciti a completare la nostra visita alla Gemäldegalerie Alte Meister in un pomeriggio, e ci siamo tornati l’indomani, per ammirare le collezioni dei dipinti europei, delle scuole tedesca e fiamminga, da Van Eyck, a Vermeer a Rembrandt, da Cranach a Dürer e Holbein e tanti altri.

La famosa Grunes Gewolbe del Residenzschloss l’abbiamo visitata il terzo giorno, cominciando dalla Neue Grünes Gewölbe, che espone, secondo moderni e attenti criteri di allestimento, i più raffinati capolavori d’arte e oreficeria, tra cui il Trono del Gran Mogol del geniale J.M. Diglinger. Anche la Historisches Grünes Gewölbe, la celebre “Volta verde”, offre uno scrigno di incredibili tesori aristocratici, con oltre 3mila pezzi tra gioielli, avori e argenti. Nel nuovo Albertinum, appena restaurato, abbiamo ammirato capolavori di pittura otto-novecentesca francese e tedesca e le straordinarie opere di Caspar David Friedrich, come la sublime “Croce in montagna”, dei raffinatissimi romantici Nazareni e dello straordinario gruppo artistico dell’avanguardia espressionista Die Brucke, formatosi proprio in città, con opere di Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmitt-Rottluff e Emil Nolde. 

L’ultimo giorno prevedeva un tour al Museo Storico Militare, che come nessun’altro riesce a comunicare in modo così evidente la volontà di rompere e prendere le distanze dai tragici eventi del XX secolo. La storia della tradizione militare tedesca viene simbolicamente spezzata e interrotta dall’architetto americano Daniel Libeskind che, chiamato a ridisegnare l’architettura dell’edifico, decide di perforarlo nella parte storica dell’arsenale con un cuneo appuntito di metallo. La punta rivolta verso l’alto ricorda in modo violento il bombardamento di Dresda nella Seconda Guerra Mondiale. Anche all’interno, l’esposizione rompe con i tradizionali musei militari, nell’edificio più antico l’esposizione è cronologica, divisa in sezioni, mentre la parte nuova presenta undici percorsi tematici, nei quali la guerra si mostra inseparabilmente intrecciata con la natura umana. 

Il Museo militare di Dresda
Il Museo militare di Dresda

Prima della partenza abbiamo anche fatto in tempo a visitare il Castello di Moritzburg, in cui si trovano una interessante esposizione permanente di oggetti d’arte barocca e rococò e la mirabile Stanza delle Piume. Una passeggiata nel parco, costruito nel Cinquecento in forme rinascimentali e poi in parte ridisegnato in chiave barocca, per soddisfare la passione per la caccia di Augusto il Forte, e poi via verso l’aeroporto. Contenta e soddisfatta. 🙂

Castello di Moritzburg
Castello di Moritzburg

Questo post è stato scritto dal team di Sassonia Turismo Blog grazie al gentile contributo di una partecipante al viaggio che ha documentato il tour con descrizioni e immagini.

 

 

 

 

Argomenti correlati

Sassonia Turismo Blog © 2017 — Finanziato con il contributo della Regione Sassonia — Concept by PR Partner s.a.s.