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dicembre 2018

Chemnitz, tra arte e modernità

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Situata nella Sassonia meridionale, a un’ora di distanza da Dresda, tra i Monti Metalliferi e la Repubblica Ceca, la città di Chemnitz merita a pieno titolo l’appellativo di “città della modernità” o meglio del modernismo. La grande epoca industriale del Novecento ha segnato il suo sviluppo non solo a livello economico e scientifico (tutt’oggi Chemnitz è un centro della Silicon Saxony) ma soprattutto architettonico e artistico. 

Le fabbriche, i grandi magazzini, le ville e i complessi residenziali di Chemnitz, che su richiesta dei ricchi imprenditoria  sono stati  progettati a inizi Novecento da architetti illustri in stile espressionista, art nouvea e Liberty, oggi sono le sedi di importanti collezioni museali, archeologiche, artistiche e di cultura industriale. Da visitare per scoprire i tesori di Chemnitz e i fasti della sua epoca più fiorente.

Modernismo e arte a Chemnitz: cosa vedere.

1- Il Museo Statale di Archeologia di Chemnitz: in origine ex-magazzini Schocken, esemplare opera dell’architetto espressionista Erich Mendelsohn dei primi ‘900.

Edificio Schocken, foto: Kristin Schmidt.

2- Il Museo Kunstsammlungen di Chemnitz: è uno dei 4 musei più importanti della città insieme al museo Gunzenhauser, lo Schlossbergmuseum e il Museo Henry van de Velde. Custodisce circa 700 oggetti delle Collezioni d’Arte di Chemnitz dell’epoca dal 16° al 21° secolo. Vanta una grande raccolta delle opere dell’espressionista tedesco Karl-Schmidt-Rottluff e di altri artisti come Caspar David Friedrich, Carl Gustav Carus, Ernst Ludwig Kirchner e Erich Heckel. L’edificio del museo risale al 1909 e si trova nella Piazza del Teatro di Chemnitz.  

Foto: Kunstsammlungen-chemnitz.de
Mostra di espressionismo tedesco, foto: Wolfgang Thieme.

3- Il museo Gunzenhauser: è tra i quattro musei più importanti della città. Con quasi 2500 opere di 270 artisti è la mecca dell’espressionismo tedesco.  Esso annovera infatti ben 380 opere di Otto Dix (rendendola di fatto una delle più grandi collezioni di Dix in assoluto), ma trovano spazio anche numerosi capolavori del gruppo Die Brücke e dell’artista Max Beckmann. Inaugurato nel 2007, deve il suo nome al mecenate e gallerista monacense Alfred Gunzenhauser.

Edificio del Museo Gunzenhauser, foto: Werner Huthmacher.

L’edificio che ospita il museo merita una certa attenzione. Costruito tra il 1928 ed il 1930, era originariamente la sede della Cassa di Risparmio di Chemnitz. Si tratta di uno dei migliori esemplari di stile neo-oggettivo ed è uno dei primi grattacieli di Chemnitz, recentemente ristrutturato.

5- Villa Esche e Museo Henry van de Velde: progettata nel 1913 da Henry van de Velde, architetto e scultore belga per il commerciante Herbert Esche, Villa Esche è oggi la sede del museo Van de Velde. Nel museo si trovano numerosi capolavori delle collezioni d’arte di Chemnitz, ma ospita anche numerosi oggetti e mobili appartenuti all’artista belga e mostra stanze  da questi allestite. 

Villa Esche, foto: Wolfgang Thieme

6- Il Museo Industriale di Chemnitz,“Sächsisches Industriemuseum”, ex fonderia di Chemnitz, oggi tra le testimonianze del glorioso passato economico della città sede delle collezioni del museo industriale degli ultimi due secoli.

Museo industriale di Chemnitz, foto: Sylvio Dittrich.

7- Il Kaßberg: affascinante quartiere di Chemnitz che presenta una spettacolare concentrazione di edifici Art Déco. Residenza dei ricchi industriali della città a inizi ‘900. 

Foto: Manfred Lohse

Nel 2019 si festeggiano i 100 anni del Bauhaus in Germania. La Sassonia (soprattutto Chemnitz e Lipsia) con le le influenze moderniste che l’hanno interessata negli anni precedenti, ha rappresentato per questi iconici architetti, designers e artisti rinnovatori del ‘900 un territorio fertile e ricco di opportunità. Continua la lettura, scopri in occasione dei 100 anni Bauhaus: cosa vedere in Sassonia nel 2019

Foto in apertura: Museo Industriale di Chemnitz, foto: Dirk Hanus.

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