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Aprile 2020

Svizzera Sassone, viaggio nella natura post-Coronavirus

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Si parla già molto di come l’emergenza Coronavirus cambierà il nostro modo di viaggiare. Lontano dai centri cittadini e dalle mete turistiche affollate, per un pò di tempo preferiremo gli spazi aperti, la natura incontaminata, gli sport all’aria aperta e gli orizzonti perdifiato. Il ritrovato benessere arriverà pian piano e la Natura giocherà un ruolo importantissimo in questa partita.

Una delle mete che vi consigliamo di visitare nel periodo che seguirà all’emergenza Coronavirus è la Svizzera Sassone. Regione non lontano da Dresda, raggiungibile con il treno o con il battello a vapore in 30 minuti circa e conosciuta per il Parco Nazionale, i monti di formazione arenaria, il ponte Bastei Brüke e le incredibili cime dalle forme sinuose e tondeggianti, che nelle giornate di bel tempo sono ben visibili anche dal centro storico di Dresda.

Una meta romantica

Molti pittori, compositori e poeti romantici amavano trascorrere il tempo in questa regione, per loro fonte d’ispirazione artistica. Come Caspar David Friedrich, Carl Maria von Weber, William Turner, Antonín Dvořák e tanti altri, che catturati da queste incredibili meraviglie naturali hanno realizzato opere maestose.

Citiamo nello specifico Caspar David Friedrich, pittore romantico, che ha trascorso la seconda metà della sua vita a Dresda (1774-1840) e che nel 1823 ha dipinto qui la sua opera “Die Felsenschlucht“ (La gola di rocce).

Itinerari

È possibile ripercorrere le orme dei pittori romantici, attraverso il “Malerweg”, il sentiero dei pittori che attraversa il parco nazionale della Svizzera Sassone per un totale di 112 km e da cui si possono osservare i meravigliosi scorci naturali che ritroviamo nelle loro opere.

Un altro itinerario da non perdere è quello che porta alla montagna simbolo della Svizzera Sassone, la roccia di Bastei, una meta che attira turisti da tutto il mondo. Il lungo ponte di pietra (costruito nel 1851) è stato scelto anche come wallpaper per Windows 7…  Un’altra vetta simbolo della regione, dalle forme bizzarre, è quella del Felsenbühne Rathen (palco di roccia di Rathen). E poi… c’è la Königstein, la fortezza imprendibile, una delle più grandi fortificazioni di montagna d’Europa. Qui si sono rifugiati tutti i duchi e i principi elettori quando si sono sentiti in pericolo e nei 750 anni questo “nido d’aquila” è stato castello, prigione e monastero. Oggi si possono percorre i due chilometri e mezzo di sentiero lungo le mura della Königstein e si può provare un’esperienza culinaria di 400 anni fa nei ristoranti, dove i camerieri sono vestiti con abiti d’epoca. Senza dimenticare il vertiginoso panorama sul fiume Elba solcato dai piroscafi a vapore.

Fortezza di Königstein © S. Rose

Foto in apertura: il ponte di Bastei © Daniel Clarke

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